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Il basket in carrozzina ha trovato una forza amica

Il basket in carrozzina ha trovato una forza amica

ShootYes e Reggio Calabria Basket in carrozzina hanno ufficializzato la partnership reciproca. L’accordo è venuto a seguito dello studio del settore da parte del team di ShootYes che vede come l’elemento sia costruito quasi a pennello e senza manco accorgersene per il BIC ( Basket In Carrozzina ).

“Anche a Bergamo abbiamo una squadra in serie A e nemmeno lo sapevamo” è il commento di Lorenzo Ubbiali – addetto marketing di ShootYes – “e pensando al loro allenamento abbiamo subito capito che l’attrezzo che abbiamo costruito si adatta perfettamente ad un allenamento di tiro per un atleta di basket con disabilità”.

Dopo aver capito ed essersene resi conto, è partita la ricerca di un partner, presente non sono nel campionato italiano ma che spiccasse anche in Europa: ecco che per pura casualità e tempismo abbiamo ricevuto un interesse sulla sparapalloni da parte di Ilaria d’Anna – presidente di Reggio Calabria Basket in carrozzina. Senza nemmeno farlo apposta ci siamo conosciuti prima di una partita fuori dal palazzetto proprio contro la squadra di Bergamo in una partita di campionato del campionato di serie A dell FIPIC

“Dopo meno di una settimana da quell’incontro avevamo già la macchina in palestra” – dice Ilaria ( che oltre ad essere la presidente è anche il capitano della squadra ndr) – “eravamo eccitatissimi e ci siamo messi subito a pensare come avremmo potuto sfruttare a pieno le potenzialità per tutti i giocatori”.

 

In un allenamento classico di tiro, impegnavamo solitamente 2 o 3 ragazzi oltre al tiratore per permettere un recupero più rapido dei palloni e garantire al tiratore una certa costanza di tiro con poche pause, in modo da automatizzare sempre di più il movimento e permettersi di concentrarsi solo sul canestro e sul tiro. Con la sparapalloni il tempo di quel ragazzi adattati a “raccatta-palloni” può essere investito in altro tempo più redditizio ed appagante soprattutto per loro (diciamocelo, a nessuno piace andare a correre dietro a rimbalzi dopo un po’). Ecco quindi che l’utilizzo di una sparapalloni per il basket in carrozzine è proprio una soluzione azzeccata. I ragazzi possono fermarsi anche dopo l’orario di allenamento senza bisogno di chiedere a nessun altro di fermarsi con loro per raccogliere i palloni fatti schizzare dal ferro chissà dove, e la rete piglia-tutto di ShootYes è una vera rivelazione.

“Il costo sicuramente è sicuramente importante e bisogna pianificarlo e vederlo come un investimento, ma se lo paragono ad altre macchina sparapalloni di oltre oceano non c’è paragone” – dice il coach Antonio Guagliandro di Reggio Calabria. “Avrei avuto anche il timore di non sapere dove e a chi rivolgermi in caso di problemi con le macchine americane, mentre i 24 mesi di garanzia assicurati e un team di supporto italiano in caso di qualsiasi dubbio, hanno avuto comunque un peso sulla decisione finale. Se fosse per me ne prenderei anche un’altra da mettere sull’altro canestro – e chi lo sa che non lo faremo. Ho visto che in America si allenano in palestra su 6 canestri ed ognuno con la sua sparapalloni dedicata in modo da rendere l’allenamento veramente efficace. Io ho le statistiche della mia squadra pre-shootyes, sicuramente fra un po’ le confronto con quelle del dopo-shootyes ma da quello che ho già potuto riscontrare senza avere dati alla mano, è sicuramente un aumento delle percentuali nonché della fiducia in cui i ragazzi prendono il tiro.”

Non si ha più paura di essere sfidati al tiro ed la semplice ma temuta linea della carità quando sei solo a gioco fermo sul tiro libero, diventa una sfida che si può affrontare con più fiducia in se stessi avendo magari fatto sessioni di tiro di 500 tiri in mezzora!

A momenti non mi ricordo più come facevamo prima ad allenarci senza sparapalloni: è tutto molto più facile ora e non devi più aspettare che ti passano i palloni, diventi tu , il tiratore, il tappo di bottiglia se non ti sbrighi a tirare ti arriva subito l’altro pallone – se hai impostato la massima frequenza di tiro a 2 secondi  e mezzo tra un passaggio e l’altro.

Il telecomando poi è un vantaggio non da poco per noi disabili: in ogni momento possiamo decidere di fermare la macchina o di spostare la posizione di tiro con un click e senza aprire APP sul cellulare. Questo ci dà la possibilità di essere più tranquilli nel caso ci stanchiamo e non abbiamo più forze – e non ci arriva la palla in faccia ma riusciamo a stoppare prima.

Insomma siamo pienamente soddisfatti di sapere che la macchina sparapalloni di ShootYes si adatta perfettamente al mondo BIC. E sappiamo che così come ne ha usufruito Reggio Calabria, anche a molte altre società potrebbe far gola.

 

Intanto tanti auguri per i suoi 5 anni di vita alla Reggio Calabria Basket in Carrozzina 👏🏻🥳

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