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Annullato TourCampetti 2k20

Tourcampetti 2k20 Annullato

L’anno scorso siamo andati per campetti nella bergamasca, nostra terra d’origine e dato il via a quello che sarebbe stato il primo #tourcampetti2k19

Avremmo voluto replicare anche quest’anno con la formula #tourcampetti2k20 , magari in un’altra provincia limitrofa, ma la situazione Covid per ovvi motivi non ce lo consente. E a malincuore abbiamo dovuto annullare il programma

 

 

Quello che ci siamo portati a casa dal tourcampetti dello scorso hanno è una forte consapevolezza che il progetto è solido e le caratteristiche e funzionalità della macchina sono apprezzate sia dal giocatore amatoriale sia dal professionista

Durante i tourcampetti oltre a far provare la macchina sparapalloni durante la giornata a chi volesse, abbiamo fatto anche delle gare con i presenti da 3 punti. 

I vincitori sono stati premiati con un bonus di 500€ per l’acquisto della macchina.

 

Coupon del valore di 500€ al vincitore della singola tappa Tourcampetti

Alcuni di questi coupon sono giá stati riscattati mentre altri sono ancora in circolazione

I coupon sono di fatto dei token che possono essere scambiati perchè non sono nominali. 

Qualche vincitore infatti ha scambiato tale buono per un corrispettivo in denaro da parte di un futuro acquirente ShootYes, che utilizzando tale coupon all’interno del sito ha avuto lo sconto di 500€.

Magari avendolo barattato con altro all’intermediario.

O pagato meno.

Ci siamo accorti , con piacere, di aver creato una sorta di mercato secondario.

Vogliamo dare la possibilità, con questo post, ai vincitori del bonus di poter essere contattati da chiunque, commentando qui sotto

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Undrafted BasketLab – due parole con Marco Legovich


Undrafted BasketLab - due parole con Marco Legovich

Ciao Marco, spiegaci in poche parole cosa fai nella vita e che cos’è Undrafted BasketLab

Questo appena iniziato è il mio quinto anno all’interno dello staff tecnico della Pallacanestro Trieste: 3 anni di A2 con la promozione conquistata contro Casale Monferrato e lo scorso anno il mio debutto nella massima serie. Una grande emozione poter condividere tutto questo a casa mia! 

Mi piace poter definire Undrafted una vera e propria mentalità basata sul lavoro quotidiano. Ogni giorno, senza pause. Studiare, mettersi in dubbio, sbagliare e riprovare fino ad arrivare alla soluzione condividendo questo percorso di miglioramento con altre persone di medesima mentalità. Assieme a tutto lo staff, abbiamo portato questa forma mentis all’interno del nostro “laboratorio” di Undrafted BasketLab per dare la possibilità a tutti i giocatori, siano essi Senior o Under (i nostri Rookie), di lavorare duro anche nel periodo estivo, molte volte opportunità troppo sottovalutata dal contesto cestistico italiano.

 

Quando e perché ti è venuto in mente una cosa simile ?

Ho iniziato a lavorare sull’organizzazione del progetto circa 1 anno fa. C’erano davvero mille particolari e dettagli da mettere a posto sotto ogni punto di vista e desideravo fare le cose nel miglior modo possibile per poter rispondere a tutte le necessità dei giocatori e al contempo porre le basi per qualcosa che si potesse ripetere ciclicamente nel tempo.

 

Che cosa ti ha differenziato dal resto dei camp di basket già presenti?

Non penso sinceramente di aver “rivoluzionato” il settore dei camp estivi proprio perchè non mi piace definire Undrafted un camp. A mio modo di vedere le cose, l’aspetto che ha più funzionato di Undrafted è stata la flessibilità dimostrata nei confronti dei giocatori senior: obiettivi di lavoro condivisi, numero di sedute settimanali variabili in base a carichi di lavoro ed impegni/svago e allenamenti mirati ma allo stesso tempo non ripetitivi penso siano i punti di forza che ci hanno fatto crescere lungo le 8 settimane di lavoro.

 

 

Quali sono stati gli aspetti più di Undrafted?

Ci sono tante cose che ci hanno aiutato a far funzionare il tutto e passare dai circa 10 iscritti della prima settimana ad avere circa 45 giocatori tra senior e under nelle ultime due.

Sicuramente l’impronta social che abbiamo dato al tutto ci ha dato grande visibilità su Facebook e Instagram, senza mai porre però l’aspetto social davanti all’aspetto tecnico.

In più il grande utilizzo della tecnologia all’interno dei nostri allenamenti ha conquistato i giocatori, di qualsiasi età, che hanno potuto provare esperienze diverse dal solito come studiare i movimenti e situazioni tattiche dei giocatori di alto livello direttamente in campo su una lavagna interattiva piuttosto che utilizzare particolari strumenti all’interno degli allenamenti tecnici e/o fisici. Quanti giocatori durante gli allenamenti hanno la possibilità di VEDERE e studiare quel movimento fatto da un giocatore dell’NBA piuttosto che leggere una situazione tattica studiando un pick & roll preso da una partita di Eurolega?

Uscire dalla monotonia degli schemi mantenendo un profilo volto al miglioramento specifico in un’atmosfera serena ma professionale è stata per noi la più grande conquista di questa prima edizione.

 

 

Tirando le somme, è stata un’esperienza positiva ? Si rifarà anche l’anno prossimo ?

Per essere la prima stagione non posso che essere estremamente soddisfatto dei risultati che abbiamo ottenuto. Nelle 8 settimane di Undrafted, hanno partecipato agli allenamenti ben 61 tra ragazzi e ragazze Under e 17 giocatori Senior. Sono numeri di partenza direi molto importanti e il merito di tutto ciò va condiviso anche con tutto lo staff: Luca Bonetta e Andrea Coronica per quanto riguarda la parte di preparazione fisica, Giacomo Piasentin per l’aiuto con i video e la parte in campo con i ragazzini e Gabriele Vittori che si è occupato dell’area fisioterapica.

Siamo già al lavoro per ripetere l’esperienza la prossima estate: abbiamo potuto studiare molto durante la prima edizione e abbiamo tante idee per migliorarci e diventare sempre più un modello da seguire per il lavoro estivo. Vedremo poi se ne saremo capaci, ma è una sfida che vogliamo portare avanti giorno per giorno.

 

 

Dato che era presente anche la nostra ShootYes al laboratorio, dacci qualche tua opinione a riguardo.

Era la prima volta che provavo una macchina sparapalloni e devo dire la verità sono rimasto stupito, ovviamente in positivo.

 E’ stata davvero un’ottima aggiunta al nostro lavoro: i giocatori erano davvero coinvolti grazie al ritmo molto più rapido dei passaggi rispetto al classico tiro a coppie e hanno apprezzato la possibilità di tirare del tutto in autonomia anche per 1h concentrandosi “solo” sul fare canestro.

Dal mio punto di vista invece, oltre al notevole lavoro in meno per noi allenatori nel dover prendere i rimbalzi durante le sessioni di tiro, penso che la macchina sia perfetta per ricreare una situazione molto simile alla partita sia come tensione psicologica sia come tempi di reazione: non appena ha tirato infatti, il giocatore è portato già a pensare e a posizionarsi per il prossimo tiro, senza aver troppo tempo per pensare o per “riposarsi” fisicamente e mentalmente.

Quante novità, tutto lo staff di ShootYes vi fa i complimenti e vi augura un in bocca al lupo per il prossimo anno !

Per maggiori info: https://www.facebook.com/UndraftedBasketLab

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I segreti dietro lo scudetto di Venezia – tanta determinazione e voglia di migliorarsi sempre grazie anche alla sparapalloni

I segreti dietro lo scudetto di Venezia - determinazione , voglia di migliorarsi e 2 sparapalloni

Dietro ogni grande uomo c’è, di solito una grande donna. Per lo sport funziona più così: dietro un grande atleta, c’è sempre, un grande allenatore. Oltre all’aspetto tattico tecnico, il coach deve trovare le giuste leve motivazionali indipendentemente della provenienza del giocatore e dalla sua bravura assoluta: anche il più forte ha bisogno di allenarsi con determinazione e aver voglia di migliorarsi. Spingiamoci oltre e cerchiamo di capire i segreti dietro lo scudetto di Venezia.

Per Venezia sicuramente grande merito va coach ed ai suoi giocatori per la vittoria dello scudetto 2018-2019 ; ma una squadra vincente si vede anche nelle figure più in secondo piano come preparatori atletici, team manager e l’intero staff dirigenziale, oltre che sicuramente al supporto dei tifosi e la spinta delle squadre giovanili – non per ultimo la sparapalloni.

Cioè non solo una, ma bensì 2 sparapalloni. 
Da intendersi anche Milano ce ne aveva 1, ma sappiamo tutti com’è andata a finire l’anno scorso: sicuramente non basta quella per vincere. A ben vedere fino a pochi mesi fa erano presenti nelle palestre italiane un totale di solamente 8 macchine spara palloni, di cui solo le 3 che abbiamo citato appartengono a squadre di serie A. Un numero assai più basso della media europea, ma questo trend negativo è destinato a crescere nei prossimi anni – questa per lo meno è la scommessa di ShootYes.

Dicevamo che avere una macchina sparapalloni non è una condizione sufficiente per garantirsi il successo, e nemmeno necessaria a voler ben vedere. Indubbiamente porta con se i seguenti benefici per il giocatore:
– indipendenza di assistenza al passaggio
– ottimizzazione del tempo di allenamento
– automatizzazione del tiro
– aumento della velocità di esecuzione
– simulazione di passaggio reale di gioco

E vedendo con che percentuali ha tirato Venezia nei playoff ed in regular season, una parte del merito va anche ad una scelta fatta nell’approvvigionarsi di questa attrezzatura indispensabile ormai per i professionisti d’oltre oceano.

Anche per lo staff questa scelta ha portato ad un risultato positivo, che è un altro dei segreti dietro lo scudetto di Venezia:
• più tempo a disposizione dello staff riunito insieme
• programmazione degli allenamenti individuali 
• prevedibilità del numero di tiri effettuati nell’arco dell’allenamento
• maggiore stimolazione allo sforzo dell’atleta
• aumento della competitività tra i compagni : gamification

Anche se non è possibile fare di un filo d’erba un fascio, la motivazione è una leva fondamentale nel processo di allenamento per far diventare un grande giocatore in un vincente

Ed anche se lo psicologo sportivo può fare la sua parte, nell’atto pratico, non mettere più in dubbio le proprie capacità di tiro perché consolidate, è un grande step in avanti. Infatti si può spostare maggiormente l’attenzione in momenti cruciali del match su situazioni di gioco uniche ed irripetibili che ne fanno di questo sport, uno dei più appassionanti.

Ci saranno sicuramente altri segreti dietro lo scudetto di Venezia che nessuno ha ancora sciolto, e che conservano giustamente con astuzia, e come con i ghiacciai d’estate, man mano passa il tempo, più dettagli verranno rivelati.

La domanda che dovresti porti ora è: anche i tuoi giocatori si possono fidare del loro tiro in qualsiasi situazione ?

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Estate Parquet e Performance

Estate, Parquet e Performance

Ogni mi sembra si finisca sempre troppo presto. Forse è perché siamo usciti alla prima di playoff.
Sì, sarà per quello.

In ogni caso, dopo aver digerito la sconfitta, mi ritrovo inevitabilmente a pensare al prossimo anno…

Cosa fare? Resto? Mi confermeranno? Devo cercare squadra?

Ma subito le domande lasciano spazio ad una luminosa certezza.
Voglio arrivare all’inizio della prossima stagione preparato.

Inizia quindi quello che si scrive periodo estivo e si legge allenamenti individuali.
A questo scopo qualcuno ha la possibilità di avere un allenatore di tiro che lo segue passo dopo passo…

Beh, non è il mio caso. 😞

La verità è che molti giocatori non hanno questo privilegio e fare delle sessioni di tiro efficaci in solitaria rimane un miraggio.

Durante l’anno, tra allenamenti per provare nuovi schemi, amichevoli e partite,  non c’è mai tempo per concentrarsi sugli aspetti individuali di tiro.
Ecco quindi che c’è un tempo per poter migliorare se stessi, ed è proprio durante la “pausa” estiva in cui anche i professionisti oltreoceano cercano di dare il massimo per poter affrontare con risultati migliori la prossima stagione.

La macchina spara palloni è pensata e studiata proprio per questo: allenarti efficacemente, risparmiando più del 30% del tempo e con risultati visibili già nel medio termine (non credermi, provala).

É un perfetto compagno di tiro: non si stanca e non lamenta mai. Il primo a crollare di stanchezza sarai tu, non certamente lei 😄

Imposta il tuo allenamento con il programma di tiro in cui ti senti carente e presentati al raduno ad agosto in forma come non mai.

Non sai di cosa sto parlando ? Vieni a provare ShootYes quest’estate.

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L’alternativa alle americane Dr.Dish e ShootAway ORA c’è ed è italiana

L’alternativa alle americane Dr.Dish e ShootAway ORA c’è ed è italiana

Probabilmente se sei dell’ambito cestistico questi due nomi – Dr.dish e ShootAway – non ti saranno nuovi. Avrai visto magari il video estivo di Stephen Curry che si allena in solitaria con una delle 2 macchine americane più note. 

Non sarà l’MVP delle finals passate, ma Flaccadori si sta già allenando invece con la prima macchina spara palloni concepita in Italia da cestisti italiani.

Questa tecnologia rivoluzionaria è in commercio da oltre vent’anni oltreoceano, tuttavia da questa parte dell’Atlantico si stanno incominciando a vedere solo di recente.

Magari hai già fatto qualche ricerca online per poter acquistare la tua prima macchina spara palloni , sei pure andato sul form di contatto sul sito ufficiale di Dr.Dish o su quello di ShootAway ma:

– Non hai capito chiaramente il prezzo
– l’agente europeo non ti ha ancora risposto
– devi pagare lo sdoganamento?
– fra quanto potrai incominciare ad allenarti?

Sono gli stessi quesiti che mi sono posto anche io. Esattamente 12 mesi fa.

Dopo averne provata una per davvero, non vedevo l’ora di averla e l’attesa di ricevere queste risposte si stava già prolungando.

…E nessuno mi rispondeva…

Dopo 2 settimane ancora nulla.

Finalmente dopo 1 mese ho ricevuto una risposta da uno spagnolo. Un pò vaga ma l’ho ricevuta.

Da quello che ho intuito, per ricevere una sparapalloni a Bergamo dovevo:
1) sborsare anticipatamente 9.000 €
2) pagare la quota di sdoganamento e forse l’IVA
3) l’avrei ricevuta non prima di 10 settimane dalla ricezione del pagamento
4) forse 450 € di costo del trasporto.

Con tutte queste incognite ed un preventivo abbondantemente sopra i 10.000 € il mio entusiasmo iniziale è andato scemando.

Ok, il seguito credo che tu lo sappia già 😁 

In breve : se non vedi l’ora di incominciare ad allenarti da solo, avere un prezzo chiaro fin da subito – quasi IL 50% IN MENO del prezzo delle americane – e la certezza di averla in 1 settimana….. 

beh allora la soluzione ce l’hai davanti ai tuoi occhi

Luca – ingegnere tecnico del progetto